La ricerca 2026

Le analisi di ET.Group

Una lettura dei risultati della ricerca attraverso grafici e commenti

TOP.ESG CONSULENTI 2026

Consulenti Esg d'Italia, chi sono?

Il pacchetto Omnibus ha ristretto il perimetro degli obblighi europei di rendicontazione e due diligence, mettendo in discussione la domanda di consulenza trainata dalla compliance. Per gli advisor Esg si apre una prova più complessa, dimostrare che la sostenibilità resta rilevante anche quando non è imposta da una scadenza normativa, collegandola a competitività, creazione e comunicazione del valore. I consulenti sono pronti ad abbracciare questa nuova narrativa Esg? Questa è la domanda cui TOP.ESG CONSULENTI 2026 ha cercato di dare risposta.

La quarta edizione della guida segna un nuovo record di partecipanti, arrivati oltre quota 130. Un risultato ancor più significativo, poiché arrivato in un momento di riassetto del settore. Si tratta di un segnale che TOP.ESG CONSULENTI si è consolidato come riferimento sia per gli advisor sia per le imprese nella scelta di competenze e partner.

L’assessment 2026 ha introdotto un’area straordinaria dedicata alla “Nuova narrativa Esg” proprio per comprendere come i consulenti stiano rileggendo ruolo e servizi, se stiano aggiornando approcci e offerta, se siano in grado di accompagnare i clienti senza perdere di vista la sostenibilità e se la loro identità Esg regga un contesto globale incerto. 

L’area straordinaria del 2025, dedicata a “Tecnologia & Ai”, è stata integrata nell’indagine sull’ESG Identity. Nel complesso, tuttavia, l’assessment ha mantenuto il proprio impianto che presenta altre sette aree d’indagine: diversity e retribuzioni, purpose e rendicontazione Esg, materialità, formazione, greenwashing, policy, advocacy e reti. La survey ha previsto 113 domande: 40 anagrafiche, 65 sulla ESG Identity e 8 nell’area straordinaria.

Nel nuovo scenario la consulenza Esg non può quindi limitarsi a interpretare norme e predisporre disclosure. Deve aiutare le imprese a definire le priorità, costruire dati affidabili, governare le catene del valore e collegare gli obiettivi ambientali e sociali alle decisioni industriali e finanziarie. Con meno obblighi a fare da traino, saranno la qualità dell’offerta, la capacità di generare e comunicare valore e la coerenza tra l’identità Esg del consulente e quella del cliente a distinguere chi saprà essere protagonista del percorso di transizione, da chi, viceversa, sarà costretto a guardare il percorso altrui.

Riduzione del perimetro e della compliance attivano un riassetto del settore

Advisor, test post omnibus

Il settore cerca nuovi equilibri, e forse non tutto il male è venuto per nuocere. Liberata dagli obblighi adesso la consulenza Esg punta a comunicare il valore

La normativa Omnibus ha segnato uno spartiacque non solo per le aziende e i professionisti interni dedicati alla sostenibilità, ma anche per il settore della consulenza Esg. Il rinvio dell’applicazione della Csrd e Csddd, la riduzione della platea e degli obblighi di disclosure hanno improvvisamente ridimensionato quella domanda di servizi alimentata soprattutto dalla necessità di adeguarsi alle nuove regole. Gli advisor si sono trovati di fronte a un bivio obbligato: fare un passo indietro, oppure riuscire a rivedere la propria offerta e il proprio approccio per dimostrare ai propri clienti che la scelta della sostenibilità è un valore aggiunto anche al di fuori degli obblighi di rendicontazione.

IL MONDO È CAMBIATO

I risultati della quarta edizione di TOP.ESG CONSULENTI indicano con chiarezza che il mercato non si è fermato e si trova nel pieno di questa fase di transizione. La quasi totalità delle società intervistate ha rilevato un cambiamento nell’atteggiamento dei clienti dopo lo “stop the clock” e il pacchetto Omnibus, anche se con sfumature diverse. Per poco meno di un terzo degli advisor il mutamento è stato generalizzato, mentre nel 38% dei casi ha riguardato soltanto alcuni clienti. Il 19% lo ha invece rilevato solo su specifiche tipologie di servizio. A risentirne maggiormente sono state, come prevedibile, le attività di rendicontazione e reporting.

THE DAY AFTER

Non si tratta però di una ritirata generalizzata. Il rapporto con il cliente è rimasto in piedi, anche se con contenuti differenti. Il 43% dei consulenti ha mantenuto i clienti registrando una riduzione dei servizi richiesti, mentre il 30% li ha conservati riuscendo ad ampliare le attività. Più contenuta è la quota di società che segnala una diminuzione delle fee o una perdita netta di clienti. La fotografia che emerge è quindi quella di un mercato ancora vitale, ma chiamato a riposizionarsi rapidamente. Anche se Omnibus ha mescolato le carte, domanda e offerta di servizi continuano a mostrare un sostanziale allineamento. Rendicontazione e reporting rimangono il servizio offerto più diffuso, davanti alla consulenza strategica, alla governance e al supporto per l’ottenimento dei rating Esg. Allo stesso tempo, il reporting continua a figurare tra le principali richieste delle imprese, seguito dalla strategia. Lato domanda davanti alla governance Esg, si inserisce la carbon footprint e neutrality che mostra sempre un leggero gap rispetto all’offerta. La composizione della clientela aiuta a comprendere lo scenario. Per pmi e microimprese, che rappresentano una fetta importante del mercato, è venuta meno la compliance, ma non le richieste della finanza e dei partner commerciali che continuano a richiedere una migliore gestione dei dati, dei rischi e degli impatti Esg. I consulenti dovranno riuscire a trasformare una fase di incertezza regolatoria in un’occasione di evoluzione in cui reputazione, personalizzazione del servizio, competenze specialistiche e continuità del rapporto con il cliente restano fattori decisivi.

Analisi settore

Domanda e offerta

Rispolveriamo il classico equilibrio domanda/offerta. Da un lato, ci sono i servizi maggiormente richiesti dalle imprese per mettere a terra il proprio percorso di transizione. Dall’altro, i servizi Esg offerti dai consulenti. Nella sostanziale corrispondenza fra domanda e offerta, è però utile osservare dove emergono i gap più consistenti.

Ripartizione società per Fatturato Esg in Italia

Campione: 132 società

  • Inferiore a 250.000 €
  • Compreso tra 250.000 € e 500.000 €
  • Compreso tra 1.000.000 € e 2.000.000 €
  • Compreso tra 500.000 € e 1.000.000 €
  • Compreso tra 2.000.000 € e 5.000.000 €
  • Superiore a 5.000.000 €

Ripartizione società forza lavoro Esg in Italia (n° dipendenti)

Campione: 132 società

  • Società unipersonale
  • Tra 2 a 5
  • Tra 5 a 10
  • Tra 10 a 50
  • Tra 50 a 100
  • Tra 100 a 500

Gamma servizi Esg offerti

Campione: 132 società

  • Rendicontazione & reporting88%
  • Strategia (piani, obiettivi, azioni)81%
  • Governance Esg76%
  • Rating Esg (supporto)74%
  • Stakeholder engagement73%
  • Carbon footprint & neutrality66%
  • Comunicazione61%
  • Esg Data Management58%
  • Compliance55%
  • HR & formazione55%
  • Supply chain analysis & management53%
  • Diversity & Inclusion policy52%
  • Risk management52%
  • Consulenza su società benefit50%
  • Life Cycle Assessment49%
  • Sviluppo software gestione dati Esg42%
  • Shareholder engagement39%
  • Altro36%
  • Efficientamento energetico33%
  • Waste management27%
  • Water management26%
  • Asseverazione bilanci di sostenibilità23%
  • Certificazione/ asseverazione21%
  • Rating Esg (emissione)17%
  • Procurement17%
  • Third Party Opinion14%
  • Investor relations12%
  • Consulenza Finanziaria10%

Gamma servizi Esg richiesti

Campione: 130 società

Dettaglio delle priorità per livello
Livello 1
  • Rendicontazione & reporting22%
  • Strategia (piani, obiettivi, azioni)13%
  • Carbon footprint & neutrality12%
  • Comunicazione8%
  • Life Cycle Assessment8%
  • Esg Data Management5%
  • Altro4%
  • Rating Esg (emissione)4%
  • Sviluppo software gestione dati Esg4%
  • Efficientamento energetico3%
  • Governance Esg3%
  • Certificazione/ asseverazione2%
  • Compliance2%
  • HR & formazione2%
  • Asseverazione bilanci di sostenibilità2%
  • Diversity & Inclusion policy2%
  • Investor relation2%
  • Rating Esg (supporto)2%
  • Risk management2%
  • Waste management2%
Livello 2
  • Rendicontazione & reporting23%
  • Strategia (piani, obiettivi, azioni)10%
  • Rating Esg (supporto)8%
  • Carbon footprint & neutrality8%
  • Governance Esg6%
  • Altro5%
  • Stakeholder engagement5%
  • Risk management4%
  • Compliance3%
  • Comunicazione3%
  • Esg Data Management3%
  • HR & formazione3%
  • Consulenza Finanziaria2%
  • Life Cycle Assessment2%
  • Asseverazione bilanci di sostenibilità2%
  • Certificazione/ asseverazione2%
  • Consulenza su società benefit2%
  • Investor relation2%
  • Sviluppo software gestione dati Esg2%
  • Diversity & Inclusion policy1%
  • Efficientamento energetico1%
  • Rating Esg (emissione)1%
  • Shareholder engagement1%
  • Water management1%
Livello 3
  • Rendicontazione & reporting12%
  • Stakeholder engagement10%
  • Carbon footprint & neutrality8%
  • Strategia (piani, obiettivi, azioni)8%
  • Rating Esg (supporto)8%
  • Life Cycle Assessment6%
  • Governance Esg5%
  • Supply chain analysis & management5%
  • Asseverazione bilanci di sostenibilità3%
  • Compliance3%
  • Esg Data Management3%
  • Rating Esg (emissione)3%
  • Risk management3%
  • Sviluppo software gestione dati Esg3%
  • Altro2%
  • Certificazione/ asseverazione2%
  • Comunicazione2%
  • Consulenza su società benefit2%
  • Diversity & Inclusion policy2%
  • Efficientamento energetico2%
  • HR & formazione2%
  • Shareholder engagement1%
Livello 4
  • Strategia (piani, obiettivi, azioni)15%
  • Carbon footprint & neutrality8%
  • Rating Esg (supporto)7%
  • Esg Data Management6%
  • Rendicontazione & reporting6%
  • Governance Esg5%
  • HR & formazione5%
  • Stakeholder engagement5%
  • Supply chain analysis & management5%
  • Consulenza su società benefit5%
  • Diversity & Inclusion policy4%
  • Comunicazione3%
  • Consulenza Finanziaria3%
  • Risk management3%
  • Certificazione/ asseverazione2%
  • Compliance2%
  • Efficientamento energetico2%
  • Life Cycle Assessment2%
  • Sviluppo software gestione dati Esg2%
  • Waste management2%
  • Altro1%
  • Asseverazione bilanci di sostenibilità1%
  • Procurement1%
  • Rating Esg (emissione)1%
  • Shareholder engagement1%
  • Third Party Opinion1%
Livello 5
  • Strategia (piani, obiettivi, azioni)11%
  • Consulenza su società benefit8%
  • Governance Esg8%
  • Carbon footprint & neutrality5%
  • HR & formazione5%
  • Compliance5%
  • Comunicazione5%
  • Rendicontazione & reporting5%
  • Stakeholder engagement5%
  • Supply chain analysis & management5%
  • Sviluppo software gestione dati Esg5%
  • Diversity & Inclusion policy4%
  • Esg Data Management4%
  • Rating Esg (supporto)4%
  • Risk management3%
  • Altro2%
  • Asseverazione bilanci di sostenibilità2%
  • Efficientamento energetico2%
  • Life Cycle Assessment2%
  • Rating Esg (emissione)2%
  • Certificazione/ asseverazione1%
  • Shareholder engagement1%
  • Waste management1%
  • Water management1%

Analisi settore

I clienti

Il cliente ha sempre ragione. Per questo, meglio capire di chi si tratta. Ed ecco come le società di consulenza raggiungono (e conquistano) i propri clienti in relazione alla propria dimensione. Per contro, ecco la tipologia di aziende che richiedono servizi di consulenza Esg sul mercato italiano.

Principale elemento competitivo verso il cliente

Campione: 130 società

Reputazione
Dimensione personalizzata
Continuità/fidelizzazione dei clienti
Leadership/Know how generale Esg
Leadership/Know how in uno specifico segmento
Competitività sul prezzo
Economie di scala per integrazione di differenti servizi
Altro
Economie di scala per dimensione
  • Inferiore a 500.000 € (61 società)
  • Compreso tra 500.000 € e 2.000.000 € (39 società)
  • Compreso tra 2.000.000 € e 5.000.000 € (17 società)
  • Compreso tra 5.000.000 € e 10.000.000 € (4 società)
  • Superiore a 10.000.000 € (9 società)

Tipologia prevalente dei vostri clienti

Campione: 131 società

  • Pmi e microimprese86%
  • Grandi aziende italiane71%
  • Multinazionali34%
  • Associazioni/Enti terzo settore25%
  • Pubblica amministrazione24%
  • Altro15%

Analisi settore

Effetto Omnibus

La de-regolamentazione Ue ha cambiato la sostenibilità in Europa. Ha stravolto i percorsi delle aziende. E l’onda ha finito per travolgere, in tempi quasi immediati, anche i consulenti. Ma non tutto ciò che è rimasto, dopo il colpo iniziale, è negativo.

A seguito dei recenti aggiornamenti alla normativa europea (stop the clock, pacchetto Omnibus) avete riscontrato un cambiamento di atteggiamento verso la sostenibilità da parte dei vostri clienti?

Campione: 130 società

  • Sì, a livello generale
  • Sì, ma solo per alcuni clienti
  • Sì, ma solo per alcuni servizi
  • No

Per quali servizi?

Campione: 24 società

  • Rendicontazione & reporting63%
  • Asseverazione bilanci di sostenibilità25%
  • Comunicazione25%
  • Governance Esg21%
  • Rating Esg (supporto)21%
  • Strategia (piani, obiettivi, azioni)21%
  • Compliance17%
  • Carbon footprint & neutrality13%
  • Certificazione/ asseverazione13%
  • Esg Data Management13%
  • Diversity & Inclusion policy8%
  • HR & formazione8%
  • Life Cycle Assessment8%
  • Shareholder engagement8%
  • Stakeholder engagement8%
  • Supply chain analysis & management8%
  • Altro4%
  • Consulenza su società benefit4%
  • Rating Esg (emissione)4%
  • Risk management4%
  • Waste management4%

In seguito a Omnibus la società di consulenza o servizi Esg, in generale

Campione: 119 società

  • Ha mantenuto gli stessi clienti, ma con un calo di servizi42%
  • Ha mantenuto gli stessi clienti, e con un aumento dei servizi31%
  • Ha mantenuto gli stessi clienti, ma con un calo delle fee15%
  • Ha perso più clienti rispetto a quelli guadagnati9%
  • Ha mantenuto gli stessi clienti, e con un aumento delle fee3%

I top performer consolidano la posizione, ma dietro si può fare di più

Identity in chiaro scuro

La quarta edizione di TOP.ESG CONSULENTI analizza non solo l’ESG Identity degli advisor ma anche la loro capacità di comunicare in un settore trasformato  

Identità, come punto di partenza. E capacità di raccontarla, come nuova frontiera. L’assessment 2026 conferma la struttura dell’indagine sulla Esg Identity, mentre la “straordinaria” sposta lo sguardo sulla nuova narrativa Esg, mettendo alla prova la capacità dei consulenti non soltanto di definire e misurare la sostenibilità, ma anche di renderla comprensibile, credibile e rilevante per interlocutori differenti (o per gli stessi interlocutori, ma con concetti differenti).

ASPETTI CONSOLIDATI E RITARDI

Guardando ai temi ricorrenti dell’assessment, la rendicontazione volontaria si conferma una pratica abbastanza diffusa, attraverso bilanci di sostenibilità, documenti periodici o sezioni dedicate all’interno della reportistica aziendale. Tuttavia, ancora un terzo degli advisor non comunica in modo strutturato i propri risultati Esg. Più evidente è invece il ritardo sulla materialità: molte realtà non hanno mai svolto un’analisi su se stessi, e solo una parte limitata ha iniziato a confrontarsi recentemente con questo strumento. Un dato che pesa, considerando il ruolo dei consulenti nell’accompagnare le imprese proprio nell’individuazione dei temi rilevanti.

Più maturo appare il presidio del greenwashing, ormai entrato stabilmente nei processi di attenzione e controllo. Il greenhushing, al contrario, resta un fenomeno meno conosciuto e meno gestito. Alcune società ne osservano la diffusione tra i clienti, ma sono ancora poche quelle che hanno strutturato modalità precise di intervento. Alla sovraesposizione dei messaggi di sostenibilità si affianca così il rischio opposto, ridurre o sospendere la comunicazione per timore di critiche o accuse di incoerenza.

LA NUOVA NARRATIVA

È in questo spazio che si inserisce la nuova narrativa Esg. Il cambiamento è stato recepito più verso l’esterno che all’interno: oltre la metà delle società di consulenza non ha ancora previsto una revisione della propria Esg Identity. Nei confronti dei clienti, invece, emerge una maggiore capacità di reazione. I messaggi vengono aggiornati progressivamente, resi più concreti e sempre più spesso collegati alla competitività, alla gestione dei rischi e alla creazione di valore. Resta da compiere un ulteriore passaggio decisivo, selezionare i risultati davvero rilevanti e tradurli in linguaggi diversi a seconda dei destinatari. La sfida, quindi, non è aumentare il volume della narrazione, ma migliorarne la qualità con più dati verificati, priorità e connessioni con le decisioni dell’impresa.

Analisi ESG Identity

Questione di purpose

L’entusiasmo non si spegne. Le società rispondono sempre euforiche sull’adozione di un purpose. Salvo che, a un esame approfondito, spesso i purpose traballano. Quanto sia complessa la sfida emerge anche in rapporto al cliente, dove il tema, quasi sempre, continua a restare fuori portata.

La società ha definito un proprio purpose aziendale?

Campione: 132 società

  • Sì, pubblico
  • Sì, ma non pubblico
  • No

La società ha un modello per monitorare/fare benchmarking/ gestire/sensibilizzare il purpose dei clienti?

Campione: 128 società

  • No55%
  • Sì, ha un modello per sensibilizzare27%
  • Sì, ha un modello per monitorarlo21%
  • Sì, ha un modello per gestirlo18%
  • Sì, ha un modello per il suo benchmarking16%

Analisi Esg Identity

Reporting e materialità

La legge del reporting è uguale per tutti. E non solo per il cliente. Vediamo come se la cavano i consulenti in termini di trasparenza della propria sostenibilità. La frontiera è come maneggiano la materialità al proprio interno (con un occhio di riguardo a come hanno iniziato a farlo nell’ultimo anno).

Rendicontazione informazioni fattori ESG

Campione: 132 società

  • Le informazioni in materia di ESG sono contenute nel bilancio di sostenibilità annuale dell’azienda
  • Non vi è rendicontazione sui fattori ESG
  • Le informazioni in materia di ESG sono contenute in un report di sostenibilità non periodico
  • Le informazioni in materia di ESG sono contenute nel bilancio annuale dell’azienda

L’azienda ha sviluppato una propria analisi di materialità in uno dei precedenti esercizi?

Campione: 125 società

  • No
  • Sì, da prima del 2025
  • Sì, nel 2025

Analisi ESG Identity

Washing & hushing

Il greenwashing resta il pericolo pubblico numero uno. Tanto che una quota elevata di società di consulenza dice di interrogarsi sul rischio di greenwashing del cliente. Ma sembra profilarsi un nemico nascosto (quindi, forse più pericoloso). Sul greenhushing, infatti, il consulente spesso non organizza difese.

La società monitora il rischio greenwashing del cliente?

Campione: 128 società

  • Sì
  • No

La società monitora comportamenti di greenhushing del cliente?

Campione: 124 società

  • Sì, li ha rilevati e ha predisposto una modalità di intervento
  • Sì, li ha rilevati ma senza intervenire
  • Sì, ma non li ha rilevati
  • No

Analisi Esg Identity

Cultura e identità

Gnōthi sautón, conosci te stesso. Questo è il primo step per chi intraprende, ma anche per chi guida un percorso di sostenibilità. Ebbene, le società di consulenza sembrano comprendere il valore di un allineamento fra la propria cultura e gli obiettivi di sostenibilità del cliente. Trasversale (per dimensioni) la coscienza della propria ESG Identity.

La società monitora se la propria cultura ESG aziendale è in linea con gli obiettivi strategici di sostenibilità del cliente?

Campione: 127 società

  • Sì
  • No

Come si comporta/agisce la società se vi è un disallineamento grave?

Campione: 77 società

  • Attiva un percorso di engagement Esg con il cliente con previsione di uscita in caso di insoddisfacente allineamento in un tempo determinato42%
  • Attiva un percorso di engagement Esg con il cliente senza verifica dei risultati26%
  • Altro18%
  • Ne prende atto senza che sia previsto un modello di azione su questo tema14%

La società ha mai valutato o attivato una riflessione sulla propria ESG Identity?

Campione: 128 società

Inferiore a 500.000 € (60 società)

Compreso tra 500.000 € e 2.000.000 € (39 società)

Compreso tra 2.000.000 € e 5.000.000 € (17 società)

Compreso tra 5.000.000 € e 10.000.000 € (4 società)

Superiore a 10.000.000 € (8 società)

  • Sì
  • No

Analisi Esg Identity

Tecnologia & Ai

È il sacro graal del decennio. Perciò, le opportunità e i rischi dell’intelligenza artificiale restano, chiaramente, un mistero. Ancora più misteriosa sembra la frontiera di una IA in formato responsabile, per quanto qualcuno inizi a esplorarla.

La società ha attivato comunicazioni interne e/o moduli formativi per sensibilizzare la popolazione aziendale all’uso dell’Ai?

Campione: 120 società

  • Sì, con attenzione ai rischi di risultato (p.es. conoscenza dei modelli di Ai, dei rischi di errore e dei rischi dovuti a bias)
  • Sì, con attenzione all’etica dell’Ai (p.es. rischi legati alla privacy dei dati, a utilizzi impropri o per finalità improprie)
  • Sì, con attenzione all’allineamento di tale utilizzo con la propria strategia Esg (p.es. la costruzione di prompt che tengano conto dell’Identità e della strategia ESG dell’azienda)
  • No

La società monitora l’utilizzo di modelli/tool di AI da parte del cliente?

Campione: 123 società

  • No
  • Sì

La società ha un modello per la gestione delle situazioni dei rischi Esg dovuti all’utilizzo dell’AI da parte del cliente?

Campione: 24 società

  • Sì, ma non formalizzate
  • No, non ci sono modalità individuate
  • Sì, procedure formalizzate

La società sviluppa applicativi per raccolta, gestione ed elaborazione di dati Esg, reportistica e/o compliance che integrano modelli di Ai?

Campione: 54 società

  • Sì
  • No

L’applicativo offre un’unica soluzione o specifici tool per settore?

Campione: 30 società

  • Unica soluzione50%
  • Pmi37%
  • Grandi imprese27%
  • Altro10%
  • Banche10%

Quali funzionalità/specifici servizi offre la piattaforma?

Campione: 30 società

  • Raccolta e gestione dati97%
  • Reporting e bilanci di sostenibilità77%
  • Formazione personalizzata37%
  • Rating37%
  • Altro30%
  • Certificazioni10%

Analisi ESG Identity

Nuova narrativa ESG

Il mercato non è più quello di una volta! In meno di due anni, Omnibus ha cambiato le carte in tavola, rendendo necessario ripensare le attività Esg. A cominciare dal loro valore identitario. Il cambiamento impatta sulla cultura interna del consulente, e ha attivato un rapporto dinamico con il cliente.

Alla luce della crescente complessità del messaggio Esg, la società ha attivato un percorso di aggiornamento delle attività di comunicazione al proprio interno sulla propria ESG Identity?

Campione: 116 società

  • No, non ci sono pianificazioni in tal senso49%
  • Sì, sono stati predisposti incontri/percorsi interni di aggiornamento per rispondere alle nuove complessità del messaggio Esg24%
  • Sì, sono stati riorientati gli sforzi di comunicazione su aspetti operativi16%
  • Sì, sono state aumentate le iniziative di sensibilizzazione interne15%
  • Sì, è stato pianificato una riduzione temporanea degli abituali meccanismi di comunicazione9%
  • Sì, sono stati privilegiati le iniziative di comunicazione con possibilità di ingaggio e confronto (focus group)5%

Alla luce della crescente complessità del messaggio Esg, la società ha attivato un percorso di aggiornamento delle attività di comunicazione al proprio interno sulla propria ESG Identity? - Spaccato fascia fatturato complessivo in Italia

Campione: 116 società

No, non ci sono pianificazioni in tal senso
Sì, sono stati predisposti incontri/percorsi interni di aggiornamento per rispondere alle nuove complessità del messaggio Esg
Sì, sono stati riorientati gli sforzi di comunicazione su aspetti operativi
Sì, sono state aumentate le iniziative di sensibilizzazione interne
Sì, è stato pianificato una riduzione temporanea degli abituali meccanismi di comunicazione
Sì, sono stati privilegiati le iniziative di comunicazione con possibilità di ingaggio e confronto (focus group)
  • Inferiore a 500.000 € (54 società)
  • Compreso tra 500.000 € e 2.000.000 € (36 società)
  • Compreso tra 2.000.000 € e 5.000.000 € (16 società)
  • Compreso tra 5.000.000 € e 10.000.000 € (4 società)
  • Superiore a 10.000.000 € (6 società)

Alla luce della crescente complessità del messaggio Esg, la società ha attivato un percorso di aggiornamento delle attività di comunicazione al proprio interno sulla propria ESG Identity? - Spaccato fascia fatturato Esg in Italia

Campione: 116 società

No, non ci sono pianificazioni in tal senso
Sì, sono stati predisposti incontri/percorsi interni di aggiornamento per rispondere alle nuove complessità del messaggio Esg
Sì, sono stati riorientati gli sforzi di comunicazione su aspetti operativi
Sì, è stato pianificato una riduzione temporanea degli abituali meccanismi di comunicazione
Sì, sono state aumentate le iniziative di sensibilizzazione interne
Sì, sono stati privilegiati le iniziative di comunicazione con possibilità di ingaggio e confronto (focus group)
  • Inferiore a 250.000 € (53 società)
  • Compreso tra 250.000 € e 500.000 € (29 società)
  • Compreso tra 500.000 € e 1.000.000 € (10 società)
  • Compreso tra 1.000.000 € e 2.000.000 € (13 società)
  • Compreso tra 2.000.000 € e 5.000.000 € (8 società)
  • Superiore a 5.000.000 € (3 società)

Alla luce della crescente complessità del messaggio Esg, il consulente ha attivato un percorso di revisione dell’attività di consulenza da condividere con i clienti?

Campione: 125 società

  • Sì, in generale, è stato attivato un modello di aggiornamento progressivo per recepire le esigenze in divenire dei clienti48%
  • Sì, in generale, è stato rimodulato e potenziato il messaggio ai clienti (per esempio, sulla competitività degli Esg)32%
  • No15%
  • Sì, in generale, è stato attivato un modello di aggiornamento progressivo per indurre nuova formazione ai clienti14%
  • Sì, in generale, è stato rimodulato e ridotto il messaggio ai clienti (per esempio, con focus su strategia di rinvio)2%

Alla luce della crescente complessità del messaggio Esg, il consulente ha attivato un percorso di revisione dell’attività di consulenza da condividere con i clienti? - Spaccato fascia fatturato complessivo in Italia

Campione: 125 società

Sì, in generale, è stato attivato un modello di aggiornamento progressivo per recepire le esigenze in divenire dei clienti
No
Sì, in generale, è stato rimodulato e potenziato il messaggio ai clienti (per esempio, sulla competitività degli Esg)
Sì, in generale, è stato attivato un modello di aggiornamento progressivo per indurre nuova formazione ai clienti
Sì, in generale, è stato rimodulato e ridotto il messaggio ai clienti (per esempio, con focus su strategia di rinvio)
  • Inferiore a 500.000 € (57 società)
  • Compreso tra 500.000 € e 2.000.000 € (38 società)
  • Compreso tra 2.000.000 € e 5.000.000 € (17 società)
  • Compreso tra 5.000.000 € e 10.000.000 € (4 società)
  • Superiore a 10.000.000 € (9 società)

Alla luce della crescente complessità del messaggio Esg, il consulente ha attivato un percorso di revisione dell’attività di consulenza da condividere con i clienti? - Spaccato fascia fatturato Esg in Italia

Campione: 125 società

Sì, in generale, è stato attivato un modello di aggiornamento progressivo per recepire le esigenze in divenire dei clienti
Sì, in generale, è stato rimodulato e potenziato il messaggio ai clienti (per esempio, sulla competitività degli Esg)
No
Sì, in generale, è stato attivato un modello di aggiornamento progressivo per indurre nuova formazione ai clienti
Sì, in generale, è stato rimodulato e ridotto il messaggio ai clienti (per esempio, con focus su strategia di rinvio)
  • Inferiore a 250.000 € (57 società)
  • Compreso tra 250.000 € e 500.000 € (31 società)
  • Compreso tra 500.000 € e 1.000.000 € (11 società)
  • Compreso tra 1.000.000 € e 2.000.000 € (14 società)
  • Compreso tra 2.000.000 € e 5.000.000 € (9 società)
  • Superiore a 5.000.000 € (3 società)

Il consulente ha sviluppato un processo di prioritizzazione dei risultati (da condividere) della propria consulenza?

Campione: 121 società

  • Sì, in generale, su richiesta del cliente
  • Sì, in generale, su input dell’agenzia stessa
  • No

Il processo è stato sviluppato tenendo conto

Campione: 72 società

  • di una diversa narrativa verso gli stakeholder
  • di una diversa narrativa commerciale verso il mercato del cliente
  • di una diversa narrativa verso la finanza
  • di una diversa narrativa al top management del cliente