La quarta edizione di TOP.ESG CONSULENTI analizza non solo l’ESG Identity degli advisor ma anche la loro capacità di comunicare in un settore trasformato
Identità, come punto di partenza. E capacità di raccontarla, come nuova frontiera. L’assessment 2026 conferma la struttura dell’indagine sulla Esg Identity, mentre la “straordinaria” sposta lo sguardo sulla nuova narrativa Esg, mettendo alla prova la capacità dei consulenti non soltanto di definire e misurare la sostenibilità, ma anche di renderla comprensibile, credibile e rilevante per interlocutori differenti (o per gli stessi interlocutori, ma con concetti differenti).
ASPETTI CONSOLIDATI E RITARDI
Guardando ai temi ricorrenti dell’assessment, la rendicontazione volontaria si conferma una pratica abbastanza diffusa, attraverso bilanci di sostenibilità, documenti periodici o sezioni dedicate all’interno della reportistica aziendale. Tuttavia, ancora un terzo degli advisor non comunica in modo strutturato i propri risultati Esg. Più evidente è invece il ritardo sulla materialità: molte realtà non hanno mai svolto un’analisi su se stessi, e solo una parte limitata ha iniziato a confrontarsi recentemente con questo strumento. Un dato che pesa, considerando il ruolo dei consulenti nell’accompagnare le imprese proprio nell’individuazione dei temi rilevanti.
Più maturo appare il presidio del greenwashing, ormai entrato stabilmente nei processi di attenzione e controllo. Il greenhushing, al contrario, resta un fenomeno meno conosciuto e meno gestito. Alcune società ne osservano la diffusione tra i clienti, ma sono ancora poche quelle che hanno strutturato modalità precise di intervento. Alla sovraesposizione dei messaggi di sostenibilità si affianca così il rischio opposto, ridurre o sospendere la comunicazione per timore di critiche o accuse di incoerenza.
LA NUOVA NARRATIVA
È in questo spazio che si inserisce la nuova narrativa Esg. Il cambiamento è stato recepito più verso l’esterno che all’interno: oltre la metà delle società di consulenza non ha ancora previsto una revisione della propria Esg Identity. Nei confronti dei clienti, invece, emerge una maggiore capacità di reazione. I messaggi vengono aggiornati progressivamente, resi più concreti e sempre più spesso collegati alla competitività, alla gestione dei rischi e alla creazione di valore. Resta da compiere un ulteriore passaggio decisivo, selezionare i risultati davvero rilevanti e tradurli in linguaggi diversi a seconda dei destinatari. La sfida, quindi, non è aumentare il volume della narrazione, ma migliorarne la qualità con più dati verificati, priorità e connessioni con le decisioni dell’impresa.